Viaggi

GUATEMALA E HONDURAS - LA RESISTENZA MAYA

Un viaggio tra Guatemala e Honduras è un'immersione profonda nella civiltà Maya, tra vulcani imponenti, siti archeologici nella giungla e culture indigene vibranti. 

Iniziativa
GUATEMALA E HONDURAS - LA RESISTENZA MAYA
Periodo
dal 21/10/26 al 01/11/26
guatemala honduras | Crédit Agricole

Dettagli:

Date dell'eventodal 21/10/26 al 01/11/26
Durata dell'evento12 giorni, 11 notti
Adesione entro20 giugno 2026
N. di partecipantiMin 20 - Max 30

Dettagli:

Date dell'eventodal 21/10/26 al 01/11/26
Durata dell'evento12 giorni, 11 notti
Adesione entro20 giugno 2026
N. di partecipantiMin 20 - Max 30

Proposta

Qualche milione di anni fa, quando i due grandi oceani erano un solo grande mare e le due Americhe grandi isole, la zolla sottomarina del Pacifico scivolò verso la placca Caraibica. Come in un colossale autoscontro le due placche s’accartocciarono una sull’altra e nell’immane collisione il magma sgorgò da centinaia di fessure e s’innalzò verso il cielo formando il grande arco vulcanico del Centroamerica. Terremoto dopo terremoto, eruzione dopo eruzione i vulcani s’abbracciarono e formarono una barriera, una striscia di terra lunga settecento chilometri che divise gli oceani e collegò le enormi isole dei due emisferi in un unico grande e lunghissimo continente.
Il centroamerica emerse dalle acque, come Venere e ai padri vulcani, milioni di anni dopo, gli indigeni diedero nomi bellissimi come Yeguada, Mombacho, Chiltepe, Momotombo, Conchagua, Chinameca, Chingo… 
Nella giungla, tra quei vulcani, il Guatemala è una ferita che pulsa. Un paese che ha l’odore del mais bruciato e il suono dei tamburi delle processioni. La capitale è un nodo caotico, ma basta salire verso l’altopiano e il tempo rallenta e le facce si fanno antiche. A Chichicastenango si vendono ancora maschere e santi di legno, tra fumi d'incenso e galli sgozzati, nella laguna di Atitlán i pescatori ci vedono dentro la bocca degli dei e alle piramidi di Tikal, che Il Guatemala è come un’iscrizione maya, intrecciata, incomprensibile, piena di codici e simboli che nessuno ha ancora mai decifrato.
 

Programma

1° giorno, mercoledì 21 ottobre 2026: Venezia > Madrid > Città del Guatemala
Ritrovo dei signori partecipanti all’aeroporto di Venezia, disbrigo delle formalità d’imbarco e doganali e partenza con volo di linea Iberia IB 684 delle 6h25 per Madrid. All’arrivo, previsto alle 9h05, coincidenza con il volo Iberia IB 221 per Città del Guatemala delle 12h25. Arrivo previsto alle 15h40 locali dopo 11h50’ di volo, trasferimento in hotel, sistemazione nelle camere riservate e cena.

2° giorno, giovedì 22 ottobre 2026: Città del Guatemala
Prima colazione e cena. Intera giornata dedicata alla visita della città e ad assistere alle celebrazioni e alle processioni del Venerdì Santo. Rientro in hotel per la cena.
  La Settimana Santa in Guatemala è uno degli eventi più importanti del Paese, con processioni, veglie, marce funebri, gastronomia stagionale e la creazione di tappeti, orti e altari. In questa occasione, vengono decorate anche le facciate di case ed edifici, contribuendo a creare un'atmosfera festosa. La Settimana Santa in Guatemala è iscritta nella lista UNESCO del patrimonio culturale immateriale dell'umanità. 
Città del Guatemala. Città del Guatemala non fu la prima, né la seconda capitale del paese. Prima vennero Iximché, poi la Santiago distrutta dal fuoco del vulcano e infine Antigua, rasa più volte al suolo dai terremoti. Solo nel 1776 fu deciso di spostare tutto, archivi, chiese, autorità alla Nueva Guatemala de la Asunción, fondata nel 1620 dagli spagnoli sulle rovine di un antico insediamento maya nella valle compresa tra i vulcani de Agua, de Fuego e Pacaya, meno scenografica, ma che sembrava più stabile. Non fu così. Nella notte del 4 febbraio del 1976 Città del Guatemala è stata colpita da un violentissimo terremoto.
Nel Novecento, tra colpi di stato e riforme abortite, Città del Guatemala fu il centro di potere di un paese che non ha mai smesso di essere spaccato. Quarantasei anni di guerra civile ne hanno segnato profondamente il volto. Interi quartieri sono cresciuti nel disordine, con case mai del tutto terminate e traffico permanente. Ma anche università, librerie indipendenti e artisti.
Oggi la capitale è un mosaico urbano, diviso in zone numerate che sembrano più codici militari che indirizzi. A guardarla con attenzione, tra una zona e l’altra, si intravedono i resti di qualcosa che voleva essere moderno, ma si è fermato a metà.

3° giorno, venerdì 23 ottobre 2026: Città del Guatemala > Laguna di Atitlán > Santa Catarina Palopó
Prima colazione e cena. Partenza per la Laguna di Atitlán (115 km, 3h). Imbarco per Santiago de Atitlán, visita del villaggio dove si venera Maximón. Proseguimento per San Juan de la Laguna, visita del villaggio e delle cooperative indie. Al termine trasferimento in lancia all’hotel, sistemazione nelle camere riservate e cena.
Laguna di Atitlán. La bellezza, qui, è un fatto geologico prima che estetico. Il lago è il cratere di un’antica eruzione, il risultato di un collasso avvenuto oltre 80.000 anni fa. Da allora, l’acqua ha riempito la caldera e attorno sono cresciuti villaggi maya, che ancora oggi conservano lingue e usanze proprie, diversi tra un paese e l’altro, ognuno con il proprio ritmo, le proprie trame di tessuti, i propri santi.
Atitlán non è mai stato centro di potere, ma piuttosto rifugio, margine, confine. Durante la guerra civile guatemalteca, fu anche teatro di violenze, poi luogo di memoria. Oggi è meta di artisti, migranti spirituali, e discendenti dei cakchiquel e tzutujil, tribù maya avversarie all’epoca della conquista, che qui vivono da secoli.
Nella tarda mattinata e nel pomeriggio, sulle acque della laguna soffia il Xocomil, il vento che porta il peccato in lingua kaqchickel. Sott’acqua si trovano almeno due siti maya, Sambaj, situato a circa 55 m sotto il livello del lago, con resti di molti gruppi di edifici, e Chiutinamit.
Il lago, il più profondo dell'America Centrale, raggiungendo una profondità massima di 340 m, considerato sacro dai Maya, è circondato da tre vulcani, l’Atitlán, alto oltre 3.500 m, il San Pedro e il Tolimán ed è contornato da estese coltivazioni di caffè e frutteti di avocado. 
Santiago de Atitlán, villaggio Tzutuhil, dove si venera Maximón, mezzo idolo pagano, mezzo santo cristiano. La leggenda racconta che nel XVI secolo, quando arrivarono gli Spagnoli, vivesse qui uno stregone, adorato dalla popolazione. Conscio della morte che si approssimava, radunò tutti gli indigeni e consigliò loro di costruire una divinità, Maximón, e offrirle doni, affinché proteggesse i villaggi dai Conquistadores. Nei villaggi però, nonostante Maximón, continuarono a verificarsi stupri ai danni delle donne e gli uomini scoprirono che era proprio il dio che la notte si introduceva nelle case e violentava le donne sole! Maximón fu punito con il taglio delle gambe e delle mani. A distanza di secoli, il culto di Maximón è ancora diffuso: durante la Settimana Santa l’idolo viene portato in piazza e, il Venerdì Santo, giudicato e bruciato. Durante la notte una delle confraternite religiose ne scolpisce uno nuovo.
San Juan de la Laguna. Villaggio sulle rive del lago Atitlán, abitato in maggioranza da popolazione tzutujil. Non avendo mai avuto un ruolo centrale nella storia del paese, il villaggio è riuscito a conservare una certa coerenza interna, una compattezza sociale rara. Le famiglie, i collettivi di artisti, le cooperative di donne, tutto sembra funzionare secondo logiche locali, senza intermediazioni esterne.
Mentre altre comunità si aprivano a un turismo più aggressivo, San Juan scelse di promuovere l’artigianato, la pittura, la medicina tradizionale. Le facciate delle case si riempirono di murales, quasi sempre narrativi, ispirati alla visione cosmica maya. Non decorazioni, ma racconti.
Il villaggio ha un rapporto stretto con la terra e le sue piante. Gli abitanti coltivano erbe medicinali, tingono le stoffe con la giucua, producono caffè in piccola scala. Alcuni laboratori mostrano i processi di lavorazione, non come attrazione, ma come istruzione.
Il lago, visto da qui, è silenzioso. A San Juan de la Laguna non ci sono attività per i turisti, ma c’è da osservare, con rispetto.
Santa Catarina Palopó. Palopó è la parola kaqchikel per albero di ficus. Villaggio dove è possibile vedere le donne kaqchikel ai telai, mentre lavorano le loro coperte multicolori. Il costume delle donne è veramente incantevole, con le gonne tessute a mano con coloratissimi motivi a righe verticali e huipiles, camicette simili a ponchos, senza maniche, drappeggiate intorno al busto e ricamate con motivi floreali.

4° giorno, sabato 24 ottobre 2026: Santa Catarina Palopó > Chichicastenango > Antigua Guatemala
Prima colazione e cena. Partenza per la visita al mercato, alla chiesa di Santo Tomas, all’altare cerimoniale e al cimitero di Pascual Abaj di Chichicastenango (43 km, 2h). Al termine delle visite, nel pomeriggio proseguimento per Antigua Guatemala (108 km, 2h30’, discesa in hotel, sistemazione nelle camere riservate e cena.
Chichicastenango. Chichicastenango, o semplicemente Chichi, sta in alto, sopra i 2.000 m, nascosta tra le montagne del Quiché. È nota per il mercato, certo, ma la sua storia corre molto più in profondità. Qui venne ritrovato il Popol Vuh, testo sacro dei maya quiché, trascritto in alfabeto latino da un anonimo indigeno del Seicento e custodito per anni dai missionari domenicani. È grazie a quel manoscritto, salvato in mezzo alla distruzione coloniale, che si conoscono miti, genealogie e cosmologie di un’intera civiltà.
Il sincretismo religioso è forse il tratto più evidente di Chichicastenango. La Chiesa di Santo Tomás fu costruita attorno all'anno 1540, e dal momento che ai Quiché durante la colonia non era permesso coltivare le proprie credenze, essi iniziarono a recarsi alla chiesa, continuando però a venerare i propri Dei e spiriti. Sebbene sia dedicata al culto cattolico, è difficile ritrovarvi il cattolicesimo a cui siamo abituati. Strane e affascinanti cerimonie maya si tengono all’interno, tra fumi d'incenso, candele al suolo rami di pino e pannocchie, la gente inginocchiata intona preghiere ritmate in lingue antiche e offre liquori e coca-cola ai santi e ai morti maya, sepolti sotto la chiesa. Presso la chiesa di Santo Tomás si riproducono probabilmente le funzioni e i riti che un tempo si svolgevano sulle scalinate e alle sommità delle piramidi maya. Un posto affascinante e magico.
Il coloratissimo mercato di giovedì e domenica, seppur affollato di turisti e videoblogger, rimane un crocevia reale, dove i contadini quiché portano animali, verdure, frutta, coperte, huipiles, tessuti, utensili per i cibi, ceramiche, ma ci sono anche banchi che vendono tortillas calde e orzata. Verso sera, quando il mercato comincia a svuotarsi, allora è il miglior momento per ottenere buoni prezzi, visto che i commercianti preferiscono disfarsi della loro mercanzia piuttosto che tornare carichi. 
A sud della città, sull'alto della collina, in un luogo dedicato a Huyup Takah, dio maya della terra, si trova, Pascual Abaj, la pietra del sacrificio, una statua nera, quasi senza forma, ingrigita dal fumo, dove megere e stregoni si recano per offrire alla divinità cibo, sigarette fiori e polli. 

5° giorno, domenica 25 ottobre 2026: Antigua Guatemala
Prima colazione e cena. Intera giornata ¬¬¬dedicata alla visita di Antigua Guatemala e a una fattoria di coltivazione del caffè. Rientro in hotel per cena.
 Antigua Guatemala. La città fu fondata il 10 marzo del 1543 con l'altisonante nome di La Muy Noble y Muy Leal Ciudad de Santiago de los Caballeros de Guatemala, ai piedi di tre grandi vulcani, Agua, Fuego e Acatenango, e rimase per oltre 200 anni la sede del governatore militare della Capitaneria Generale del Guatemala, un vasto territorio che comprendeva quasi tutta l'odierna America centrale. Nel 1773 a seguito di una serie di terremoti che distrusse gran parte della città, la corona spagnola dispose lo spostamento della capitale in una località più sicura, l’odierna Città del Guatemala.
Ma Antigua non scomparve. Rimase con i suoi ruderi barocchi, le cupole spezzate, i conventi abbandonati. I suoi edifici coloniali, non più sedi di potere, diventarono abitazioni, scuole, magazzini. Il terremoto la trasformò da capitale a reliquia.
Negli anni ’30 del Novecento iniziarono i primi restauri, spinti da una nuova attenzione per il passato coloniale. Oggi è una delle città più fotografate del continente.
Miguel Ángel Asturias, premio Nobel guatemalteco, la chiamò città dormiente sotto la cenere. Una frase che ne coglie bene il carattere sospeso, sempre sul punto di svegliarsi, sempre sull’orlo della rovina.

6° giorno, lunedì 26 ottobre 2026: Antigua Guatemala > Copán
Prima colazione e cena. Trasferimento a Copán in Honduras. All’arrivo (280 km, 6h), discesa in hotel, sistemazione nelle camere riservate e cena.
 
7° giorno, martedì 27 ottobre 2026: Copán
Prima colazione e cena. Intera giornata dedicata alla visita del sito e del museo archeologico. Rientro in hotel per cena. 
 Copán. Da copantl, nahuatl per ponte. Sito archeologico sulle sponde del fiume omonimo, corrispondente alla città maya di Oxwitik, che probabilmente significa tre radici. 
Copán fu una delle città più raffinate del mondo maya classico. Non per le sue dimensioni né per la forza militare, ma per la densità artistica e simbolica che riuscì a concentrare. Copán, o meglio Oxwitik, fu un centro intellettuale, la scrittura maya fece un salto qualitativo con gli scribi che non si limitarono a registrare, ma sperimentarono forme, composizioni, giochi linguistici. Le steli ritrovate non sono solo monumenti, sono testi in pietra, ritratti regali, calendari sacri, cronache scolpite. Come se ogni pietra non dovesse essere solo vista ma letta. 
Il sovrano più noto fu Uaxaclajuun Ubaah Kawiil, salito al trono nel 695, che commissionò gran parte delle opere che oggi rendono celebre il sito, l’Altare Q, le scalinature geroglifiche, le sculture che mostrano re come incarnazioni viventi degli dèi. Il re dal nome impronunciabile non vide però la fine del suo progetto, nel 738 fu catturato dai rivali di Quiriguá e decapitato, in un colpo di scena che invertì i rapporti di potere nella regione.
Malgrado la sconfitta e il crollo dell’ordine politico, Copán, rimasta senza guida, continuò a essere abitata per oltre un secolo tra stele e palazzi reali abbandonati. Poi, il declino definitivo, l’esaurimento delle risorse, l’abbandono graduale. 

8° giorno, mercoledì 28 ottobre 2026: Copán > Quiriguá > Río Dulce
Prima colazione e cena. Partenza per la visita del sito di Quiriguá (165 km, 4h). Proseguimento per Río Dulce (74 km, 2h), discesa in hotel, sistemazione nelle camere riservate, a seguire visita al Castillo San Felipe.
 Quiriguá. Quiriguá fu una città piccola, ma con ambizioni smisurate. Mai grande quanto Copán, da cui dipendeva, seppe però ribellarsi nel momento giusto e sferrare un colpo decisivo. Nel 738, il suo sovrano K’ak’ Tiliw Chan Yopaat catturò e fece giustiziare il re di Copán, uno dei gesti più eclatanti della storia maya. La stele E, la più alta di tutte, fu eretta poco dopo, probabilmente per celebrare quella vittoria.
Il sito si trova nella valle del fiume Motagua, zona di passaggi e commerci, e questo ne aumentò il peso strategico. Lì si lavorava la giada, si trasportava cacao, si incrociavano carovane di mercanti. Quiriguá, pur piccola, si ritagliò un ruolo da protagonista grazie alla sua posizione e a una propaganda visiva fatta di monumenti colossali. Le sue stele, alcune alte oltre 10 m, sono tra le meglio conservate dell’arte maya classica.
Oggi Quiriguá è circondata da piantagioni di banane è il contrasto tra le geometrie agricole moderne e le rovine antiche rende il luogo quasi surreale.
Río Dulce. Fiume che si diparte dal lago Izabal, nel luogo dove si trova il Castillo de San Felipe de Lara, forte costruito a protezione delle incursioni dei pirati dei Caraibi. Il territorio costiero del Río Dulce e del Golfete è Parco Nazionale.
Appena a valle del forte il fiume è attraversato da uno dei ponti più grandi di tutto il centro America, Al lato settentrionale del ponte si trova Fronteras, cittadina ora più nota con lo stesso nome del fiume, Río Dulce.

9° giorno, giovedì 29 ottobre 2026: Río Dulce > Yaxhá > Laguna Petenchel
Prima colazione e cena. Partenza per la visita del sito archeologico di Yaxhá (256 km, 6h). Al termine proseguimento per la Laguna Petenchel (63 km, 1h30’), discesa in hotel, sistemazione nelle camere riservate e cena.
Yaxhá. Sito archeologico Maya, situato nella regione nord-orientale del bacino di Petén, a circa 30 km da Tikal, tra i laghi Yaxhá e Sacnab. Assieme ad altre due città, Nakum e Naranjo, forma un triangolo che racchiude al suo interno altri siti minori.
Il sito possiede più di 500 strutture, tra cui 40 stele, 13 altari, 9 piramidi-tempio, due giardini per il gioco della palla, e una rete di sacbé che uniscono le cittadelle a nord e a oriente. A Yaxhá si trova l'unico complesso con piramidi gemelle al di fuori di Tikal.
Il nome significa acqua verde-azzurra, ma quel colore oggi è difficile da immaginare, tra l'umidità del Petén e la calma lenta del lago.

10° giorno, venerdì 30 ottobre 2026: Laguna Petenchel > Tikal > Flores > Laguna Petenchel
Pensione completa. Mattinata dedicata alla visita del sito e del museo archeologico di Tikal (59 km, 1h30’). Dopo il pranzo in ristorante a Tikal, rientro a Flores (64 km, 1h30’) per la visita dell’isola. Ritorno all’hotel (13 km, 30’) per la cena.
 Tikal. Tikal è uno di quei nomi che appaiono nei libri prima ancora che nei viaggi. Per anni, la sua immagine ha popolato copertine, documentari, racconti di esploratori e taccuini di archeologi. Ma per gran parte della sua storia, è stata una città viva e bellicosa, punto d’equilibrio e di rottura tra le grandi potenze del mondo maya. Dominò, fu dominata, si alleò, tradì. E lasciò iscrizioni in pietra per raccontarlo.
Il suo periodo di massimo splendore coincise con l’epoca delle guerre dinastiche, quando il re Jasaw Chan K’awiil sconfisse Calakmul nel 695. Gli storici dicono che fu una vittoria decisiva, capace di ribaltare le sorti di un’intera regione. 
L’eco di Tikal riemerse nell’Ottocento, quando gli esploratori europei si avventurarono nel Petén e ne tracciarono le prime mappe. Tikal è la più estesa delle antiche città Maya in rovina, 16 km2 con più di tremila costruzioni su una pianura coperta di foresta pluviale, con ceiba, cedri tropicali e mogani. George Lucas la usò come scenario finale per la base ribelle in Star Wars, rendendola familiare anche a chi non aveva mai aperto un libro di archeologia.
Flores. Flores è un’isola sul lago Petén Itzá, collegata alla terraferma da una lingua di asfalto. Ma un tempo era Tayasal, l’ultima città maya a cedere agli spagnoli. Qui resistettero i Itzá, per quasi due secoli dopo la caduta di Tenochtitlán. La loro capitale, fortificata e inaccessibile tra le acque, respinse più volte missionari e soldati. Solo nel 1697, dopo una campagna condotta con brigantini armati, gli spagnoli riuscirono a conquistarla. Fu uno degli ultimi capitoli della conquista delle Americhe.
I racconti dei cronisti dell’epoca descrivono un’isola cinta da mura, con templi e mercati, e una popolazione che non aveva alcuna intenzione di convertirsi. Oggi l’isola è un centro tranquillo, punto di partenza per chi va verso Tikal e Yaxhá. Ma il lago, nell’acqua ferma e opaca, conserva sul fondo le pietre del vecchio tempio degli Itzá. 
Laguna Petenchel. Piccolo lago al centro di una delle zone più dense di storia del Guatemala, il Petén settentrionale, tra Tikal, Yaxhá e le antiche rotte interne del mondo maya. Oggi il lago sembra quasi invisibile, circondato da foresta e da qualche lodge mimetizzato tra gli alberi, ma sulla riva sorgeva uno dei villaggi dove si fermarono i primi esploratori europei nel Settecento, intenti a mappare i siti perduti che sentivano nominare da guide indigene o gesuiti in fuga.

11° giorno, sabato 31 ottobre 2026: Laguna Petenchel > Flores > Città del Guatemala > (Madrid)
Prima colazione. Partenza di buon mattino per l’aeroporto di Flores (11 km, 15’) in tempo utile per l’imbarco sul volo Avianca AV 705 delle 7h50. All’arrivo, previsto alle 8h40 dopo 50’ di volo, visita della città del Guatemala. Nel pomeriggio, trasferimento all’aeroporto La Aurora in tempo utile per l’imbarco sul volo Iberia IB 222 delle 16h55 per Madrid. 

12° giorno, domenica 1° novembre 2026: Madrid > Venezia
Arrivo del volo previsto alle 13h10 locali, dopo complessive 10h55’ di volo. Coincidenza con il volo Iberia IB 681 delle 16h35 per Venezia. L’arrivo è previsto alle 19h00 locali.
 

Assicurazione

Si ricorda che con il tesseramento a Fitel (costo 1 euro) e l'adesione alla polizza (costo 3,5 euro) - con validità anno civile - sono addebitate in occasione della prima iniziativa, sono previste le seguenti coperture assicurative:

a) Infortuni occorsi durante attività del Cral - Fitel, comprese quelle sportive dilettantistiche; invalidità permanente: massimo 30.000 euro; morte: massimo 30.000 euro; spese sanitarie: massimo 2.500 euro con franchigia di 100 euro, salvo una franchigia pari al 20% (minimo 150 euro) nel caso di strutture private.

b) Responsabilità Civile verso terzi dei soci Fitel: la garanzia è prestata per tutti gli iscritti Fitel relativamente alla Responsabilità Civile verso terzi per la partecipazione alle attività svolte dal socio e previste dallo statuto del Cral e della Fitel. Massimali: 300.000 euro per ogni sinistro, per persona e per danni a cose o animali.

Copie integrali delle polizze sono consultabili e prelevabili in formato pdf ai seguenti link: 

polizza infortuni 2026

Note

referente: Gianni Avella 348.4096216

 

Su richiesta, è possibile prevedere la partenza da aeroporti diversi da quello indicato, previa conferma e disponibilità posti da parte del fornitore. 

 

Hotel quotati (o similari):
    Antigua Guatemala    Hotel Villa Colonial **** 
    Santa Catarina Palopó    Hotel Villa Santa Catarina *** 
    Città del Guatemala    Hotel Barceló Guatemala City *****   TRAVELLERS’ CHOICE
    Copan    Hotel Marina Copan **** 
    Livingston     Hotel Villa Caribe ****  
    Laguna Petenchel    Hotel Villa Maya *** 
 

Si prega di segnalare eventuali allergie e/o intolleranze tramite mail al coordinatore in fase di adesione.

 

Penalità di annullamento:

Al consumatore che receda dal contratto prima della partenza, fatta

eccezione per i casi elencati al primo comma dell'articolo 9 delle

CONDIZIONI GENERALI DI CONTRATTO DI VENDITA DI PACCHETTI

TURISTICI e indipendentemente dal pagamento dell'acconto previsto

dall’articolo 7 delle medesime condizioni generali e tranne ove

diversamente specificato in seguito e/o in fase di conferma dei

servizi, saranno addebitati a titolo di penale:

- la quota individuale di gestione della pratica di € 50 per persona;

- i premi di coperture assicurative supplementari;

 

Le seguenti percentuali sulla quota di partecipazione al viaggio:

25% della quota fino a 60 giorni prima della partenza;

50% della quota da 59 a 30 giorni prima della partenza;

75% della quota da 29 a 15 giorni prima della partenza;

100% della quota da 14 giorni fino alla data di partenza.

 

Organizzazione tecnica TRAVEL DESIGN STUDIO

La Quota comprendeLa Quota non comprende

    Voli IB Venezia / Madrid / Città del Guatemala / Madrid / Venezia;
    Volo interno Flores / Città del Guatemala;
    *tasse aeroportuali (€ 80) aggiornate al 29 gennaio 2026;
    sistemazione negli hotel indicati o similari;
    mezza pensione (pensione completa il X giorno) come da programma;
    trasferimenti in pullman privato GT per tutta la durata del tour;
    ingressi ai siti in programma;
    guida parlante italiano a disposizione per tutto il tour;
    auricolari per tutta la durata del tour;
    assicurazione ALLIANZ sanitaria (massimale € 50.000) e bagaglio (massimale € 1.000);
    assicurazione RC Tour Operator Grandi Rischi (massimale € 33,5 milioni).
 

La quota di partecipazione, unitamente ad eventuali costi aggiuntivi riferiti ad extra non inclusi nella quota, pagati dal Cral in nome e per conto del partecipante, potranno costituire oggetto di conguaglio al termine dell'iniziativa. Per contro, ovviamente, sarà previsto una riduzione della quota e/o del contributo originariamente indicato a fronte di minor costi accertati. 

    pasti in aeroporto;
    pasti non menzionati nel programma;
    bevande;
    mance e facchinaggi;
    imposta di bollo (2 € a fattura); 
    tutto quanto non espressamente indicato alla voce la quota comprende.
 

Per aderire all'iniziativa è necessario essere socio Fitel e sottoscrivere l'assicurazione: la tessera (costo 1 euro per familiari conviventi e aggregati) e l'assicurazione (costo 3,5 euro per soci, familiari conviventi e aggregati) hanno validità annuale (anno civile) e vengono attivate in occasione della prima partecipazione ad iniziative del Cral.

La Quota comprende

    Voli IB Venezia / Madrid / Città del Guatemala / Madrid / Venezia;
    Volo interno Flores / Città del Guatemala;
    *tasse aeroportuali (€ 80) aggiornate al 29 gennaio 2026;
    sistemazione negli hotel indicati o similari;
    mezza pensione (pensione completa il X giorno) come da programma;
    trasferimenti in pullman privato GT per tutta la durata del tour;
    ingressi ai siti in programma;
    guida parlante italiano a disposizione per tutto il tour;
    auricolari per tutta la durata del tour;
    assicurazione ALLIANZ sanitaria (massimale € 50.000) e bagaglio (massimale € 1.000);
    assicurazione RC Tour Operator Grandi Rischi (massimale € 33,5 milioni).
 

La quota di partecipazione, unitamente ad eventuali costi aggiuntivi riferiti ad extra non inclusi nella quota, pagati dal Cral in nome e per conto del partecipante, potranno costituire oggetto di conguaglio al termine dell'iniziativa. Per contro, ovviamente, sarà previsto una riduzione della quota e/o del contributo originariamente indicato a fronte di minor costi accertati. 

La Quota non comprende

    pasti in aeroporto;
    pasti non menzionati nel programma;
    bevande;
    mance e facchinaggi;
    imposta di bollo (2 € a fattura); 
    tutto quanto non espressamente indicato alla voce la quota comprende.
 

Per aderire all'iniziativa è necessario essere socio Fitel e sottoscrivere l'assicurazione: la tessera (costo 1 euro per familiari conviventi e aggregati) e l'assicurazione (costo 3,5 euro per soci, familiari conviventi e aggregati) hanno validità annuale (anno civile) e vengono attivate in occasione della prima partecipazione ad iniziative del Cral.

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